rimozioneprotesi.it – Chirurgia di Revisione e Rimozione Protesi Mammarie
Progetto editoriale e clinico dedicato all'informazione, alla diagnosi e alla risoluzione chirurgica delle complicanze protesiche (rottura, contrattura capsulare, BII) e agli interventi di explant e ricostruzione mammaria.
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Dopo un intervento di mastoplastica additiva o ricostruzione mammaria, la maggior parte delle pazienti non riscontra alcun problema nel tempo. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi, possono comparire cambiamenti o sintomi legati alla presenza della protesi: un seno che si indurisce o cambia forma, un gonfiore improvviso a distanza di anni, sintomi generali come stanchezza e dolori diffusi, oppure una variazione di volume del seno. Questi segnali possono avere origini molto diverse tra loro, e non sempre è facile per la paziente capire a cosa siano riconducibili. Le condizioni più comuni legate alla presenza di una protesi mammaria sono quattro: la contrattura capsulare, la rottura della protesi, la cosiddetta malattia da protesi (Breast Implant Illness) e, più raramente, il linfoma anaplastico associato a protesi (BIA-ALCL). Riconoscere per tempo i segnali di ciascuna condizione è importante per intervenire con la valutazione più adatta. Qui sotto trovi una breve descrizione di ciascuna, seguita da un test orientativo che ti aiuta a capire quale approfondimento potrebbe fare al caso tuo.
La contrattura capsulare è l'irrigidimento del tessuto cicatriziale che si forma naturalmente intorno a ogni protesi mammaria. Quando questa capsula si ispessisce o si contrae, il seno può diventare più duro al tatto, cambiare forma (spesso assumendo un aspetto più sferico o "alto"), risultare meno mobile e talvolta doloroso. È una delle complicanze più frequenti dopo la mastoplastica additiva e può manifestarsi anche a distanza di anni dall'intervento.
La rottura può essere causata dall'usura nel tempo, da un trauma o, più raramente, da un difetto della protesi stessa. Con le protesi saline si nota subito una perdita di volume; con le protesi in silicone, invece, la rottura può essere "silente" e non dare sintomi evidenti per molto tempo. Quando presenti, i segnali più comuni sono un cambiamento di forma o volume del seno, la comparsa di un nodulo palpabile o un dolore improvviso.
Con questo termine si indica un insieme di sintomi sistemici che alcune pazienti riportano dopo l'impianto di protesi mammarie: stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari diffusi, nebbia mentale, problemi cutanei o altri disturbi comparsi o peggiorati dopo l'intervento. È una condizione ancora oggetto di studio, che richiede un approfondimento clinico dedicato per essere valutata correttamente.
Il BIA-ALCL è una condizione rara che può manifestarsi anche a diversi anni di distanza dall'intervento, tipicamente con un gonfiore improvviso del seno dopo un lungo periodo di stabilità, dovuto ad accumulo di liquido intorno alla protesi. Diagnosticata per tempo con ecografia ed eventuale analisi del liquido periprotesico, nella grande maggioranza dei casi si tratta con successo: per questo è importante non rimandare la valutazione in presenza di questo sintomo.